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        Movimento culturale Synergetic Art fondato da Marisa Grande.

Movimento culturale aperto discussioni su arti visive, storia dell’arte, archeo-astronomia, simbologia, megalitismo, turismo culturale e religioso.

Modello geodinamico nel Tirreno

Scritto da Marisa Grande
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01
Lug
2010

La notizia è del 21 giugno 2010: un vulcano sottomarino, spento da un tempo remoto compreso tra un milione e 670.000 anni, è stato scoperto a 120 metri sotto il livello del mare, di fronte a Capo Vaticano in Calabria. Si estende per 15 chilometri circa sulla faglia che dette origine al terremoto del 1905, il quale distrusse molti paesi calabri e provocò 557 morti.

Gli scopritori, Massimo Chiappini, Riccardo De Ritis, Iacopo Nicolosi, Fabio Speranza e Guido Ventura, fanno parte, insieme all'università della Calabria, del gruppo di ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)1 Sale, così, a 29 il numero dei vulcani italiani conosciuti, dei quali 16 sono spenti, 9 attivi (Vesuvio, Etna, Vulcano, Lipari, Stromboli, Panarea, Ischia, Campi Freglei, Pantelleria) e 4 in osservazione (Palinuro, Salina, Marsili, Colli Albani).

“Il vulcano non desta preoccupazione”- dice Massimo Chiappini, “ma la sua scoperta rimette in discussione i modelli geodinamici della zona, per esempio quelli che spiegano la formazione delle Eolie”.

Si aggiunge, con la scoperta del vulcano, un nuovo tassello nel puzzle geologico che, nella teoria delle “celle geomorfologiche”, si configura a celle sferiche di energia, che secondo il modello di tipo frattale si sviluppa in grandezze proporzionali. Le celle geomorfologiche, in risposta alle dinamiche di movimento delle placche tettoniche che interagiscono nel Mediterraneo, creano nel Tirreno complessi anelli di fuoco, la cui attività energetica risponde al valore vibrazionale dell'armonica sei.2 Nella fondamentale cella energetica avente il centro nel Monte Marsili, ai sei vertici che si formano per interazione con altre sei celle adiacenti, vi sono il Vesuvio e il vulcano sottomarino Vavilov, la fossa di Ustica e il Monte Zimmara, in Sicilia, il Monte Cuculo in Calabria (da porre in relazione con il vulcano scoperto) e il Monte Pollino in Basilicata. All'interno di tale cella energetica che modella ad arco gli Appennini Lucano e Calabro e le catene montuose siciliane Peloritani, Nebrodi e Madonie, si interpongono altre circonferenze minori concentriche, a sottolineare la lenta espansione dell'energia emessa attraverso milioni di anni dal centro di fuoco situato nel vulcano sottomarino Marsili.

Su una di tali circonferenze minori, secondo il sistema frattale, si susseguono i centri di celle il cui raggio, se esteso sino al Marsili, contribuisce a delineare le coste ioniche della Sicilia e della Calabria, se di ridotta dimensione, rende frastagliate le coste della Sicilia Nord Orientale, della Calabria tirrenica e dalla Campania e crea piccoli anelli di fuoco nel Tirreno meridionale.

  

Sono da sud a nord-est:

  1. la cella circolare che nella sua circonferenza più interna, estesa fino a Capo D'Orlando, forma l'anello di fuoco delle isole Filicuti, Salina, Lipari, Vulcano, e che nella sua massima circonferenza si estende fino al nuovo vulcano, includendo l'area siciliana in cui si trova l'Etna;

  2. la cella che nella sua circonferenza minore comprende il doppio anello di fuoco di Panarea e Basiluzzo e Lipari e Vulcano e nella sua maggiore l'Etna e il Capo calabro Spartivento;

  3. la cella che nella sua circonferenza minore forma l'anello di fuoco dello Stromboli e del nuovo vulcano scoperto a largo di Capo Vaticano e che nella sua massima ampiezza include la Sila e raggiunge il Golfo ionico di Squillace.

La serie continua con altre celle uguali in sequenza di fronte alla costa calabra e campana, i cui centri si trovano in mare:

  • di fronte alla Catena costiera cui appartiene il Monte Cocuzzo (m.1541), a sud-ovest di Cosenza;
  • di fronte al Cozzo del Pellegrino (m. 1987);
  • di fronte a Capo Palinuro, comprendente il Monte Bulgheria (m.1225);
  • di fronte a Punta Licosa, comprendente il Monte Stella (m. 1131).

La complessità del sistema, determinato dalla dinamica di espansione delle forze interagenti, crea ulteriori celle che si intersecano, rendendo più frastagliate le coste con baie e golfi (di Napoli, di Salerno, di Policastro, di Sant'Eufemia, di di Gioia) e facendole ulteriormente arretrare rispetto al centro originario del Marsili.

In Sicilia una piccola cella interposta sulla traiettoria che collega il Marsili con i Monti Nebrodi costituisce il piccolo anello di fuoco che comprende Filicuti, la più antica isola delle Eolie e la più giovane Alicuti. La stessa cella modella la costa tirrenica della Sicilia tra Santo Stefano e Capo d'Orlando, dove si trova Canneto di Caronia, la località interessata nel 2004 da fenomeni di elettromagnetismo anomalo e da incendi spontanei. La cella, corrispondente ad un anello di fuoco più recente e più ampio di quello adiacente di Salina, Lipari, Vulcano e Filicuti, è scaturita dalla dinamica di scorrimento, attiva in direzione sud-ovest, della crosta terrestre sui bacini magmatici sottostanti. L'arco di circonferenza ha il suo centro nell'Etna, il vulcano che, potendo attingere il suo magma direttamente dal mantello della Terra attraverso un condotto aperto nella più stabile placca africana, rappresenta un punto relativamente fermo nel sistema di placche in movimento nel Tirreno. Attestano invece l'instabilità della placca tirrenica, compressa tra quelle adiacenti, le aperture di faglie, le frane e tutti i terremoti che si susseguono nell'area.

Un movimento sismico, se pur di sola magnitudo 3.0, è stato registrato, infatti, il 24 giugno 2010 dai sismografi dell'INGV (EMSC Terremoti) nel mare Tirreno meridionale, 51 Km. a NW di Messina, 42 Km. a NW di Gioia Tauro e 31 Km. a W di Ricadi, nell'area prospiciente Capo Vaticano, ossia proprio in prossimità del vulcano spento appena scoperto.

 

2 Marisa Grande, “Griglia energetico-vibrazionale armonica sei”, 12 agosto 2009, http://www.corrieresalentino.it

Marisa Grande, “Dinamiche di Griglia nel Tirreno”, 15 novembre 2009, http://www.corrieresalentino.it
Marisa Grande, “La precaria armonia del cosmo – dinamiche geologiche, vulcaniche e terremoti alla luce del modello a celle geodetiche circolari” in Scienza e Conoscenza N:31, I trimestre 2010, pp.63-65.

Marisa Grande “L'interazione tra grandi sismi”op.cit. p.72

 

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