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        Movimento culturale Synergetic Art fondato da Marisa Grande.

Movimento culturale aperto discussioni su arti visive, storia dell’arte, archeo-astronomia, simbologia, megalitismo, turismo culturale e religioso.

Terremoto e tsunami in Indonesia

Scritto da Marisa Grande
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28
Ott
2010

Il 25 ottobre 2010 un sisma di magnitudo 7.7, seguito da un'onda anomala di oltre tre metri, ha colpito le Isole Mentawai, ad ovest di Sumatra, devastando una decina di villaggi e provocando ad oggi 313 vittime e 400 dispersi. Colpita ancora una volta dal movimento sismico e da uno tsunami la costa indonesiana che si affaccia sulla Fossa di Giava e che fu interessata dai medesimi fenomeni, ma dalle conseguenze ancora più devastanti, il 26 dicembre 2004.

Insieme alla “Cintura di fuoco del Pacifico” l'Indonesia risulta colpita dai terremoti di più elevata magnitudo sinora registrata, così che seguendo gli epicentri di tali movimenti sismici appare evidente la loro associazione con le aree di adiacenza e di subduzione delle placche in cui è suddivisa la litosfera terrestre.

Anche il terremoto del 25 ottobre scorso è quindi da associare alla subduzione che fa insinuare la placca australiana al di sotto di quella indonesiana e che, perciò, la scuote dal profondo provocando fenomeni sismici molto intensi e attività vulcaniche come quella che si registra attualmente per il vulcano Merapi sull'Isola di Giava, la cui eruzione ha già provocato 28 vittime.


La dinamica d'interazione tra movimenti sismici che si registrano anche a grandi distanze nel mondo si basa invece su una precisa geometria modulare, composta da celle geomorfologiche di forma circolare, il cui centro corrisponde ad una fonte di emissione di elettromagnetismo, che s'irradia fino a raggiungere le aree del territorio dove si aprono faglie o dorsali. Tali aree periferiche corrispondono ai punti deboli della litosfera, luoghi dove questa, crollando, inabissandosi e riemergendo in forma di magma, si rinnova.

L'espansione di energia da quei centri territoriali configura le coste delle terre emerse, corruga la crosta terrestre creando catene montuose ad andamento circolare e fa scorrere isole vulcaniche su bacini magmatici fissi, creando i noti “anelli di fuoco”.

L'interazione tra l'attività di tutte le celle geomorfologiche del fondo del Pacifico trova la sua estrema area periferica nelle coste delle terre che si affacciano sul suo esteso bacino oceanico, creando la cosiddetta “Cintura di Fuoco” dove i fenomeni sismici e vulcanici sono particolarmente intensi.


Terremoti di più elevata magnitudo si possono registrare dove s'intersecano circonferenze appartenenti a più celle, interagenti tra loro secondo un sistema di tipo frattale, che implica la presenza di circonferenze minori tangenti-interne e tangenti-esterne ad altre di maggiore dimensione. Il sistema semplice di ogni cella geomorfologica diviene quindi complesso nel momento in cui celle grandi e piccole interagiscono e si contrastano tra loro per un'attività energetica comune tendente all'espansione.


La cella geomorfologica circolare che comprende l'Indonesia, compressa tra l'Australia e il continente asiatico, ha un raggio di 2700 kilometri e si espande, a sua volta, tra gli oceani Indiano e Pacifico, per irradiazione energetica originata dal suo centro collocato nel Bacino della Cina Meridionale.


A sud, un sistema frattale di celle geomorfologiche piccole e grandi compone l'Australia. La sua terra emersa ha il centro nel Monte Zeil, uno dei Monti Macdonnell, mentre le sue coste sono configurate da un corollario di altre celle oceaniche di varia dimensione.

Una cella energetica molto potente, il cui centro è da ricercarsi verso l'Antartide, configura l'arco della costa meridionale australiana e nella sua estensione, interagendo con le altre, provoca terremoti in Nuova Zelanda, nelle Isole Figi, Vanuatu, Salomone, in Nuova Guinea e Papuasia e, risalendo in forma evolvente attraverso il centro della cella indonesiana, scarica la sua energia sulla Fossa di Giava, dove le potenti risonanze sismiche incidono sui bordi della faglia, i quali, franando nell'Oceano Indiano, provocano i tanto temuti tsunami.


PER APPROFONDIMENTI:

Siti web:

http://www.emsc-ingv-terremoti

 

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