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        Movimento culturale Synergetic Art fondato da Marisa Grande.

Movimento culturale aperto discussioni su arti visive, storia dell’arte, archeo-astronomia, simbologia, megalitismo, turismo culturale e religioso.

Salento: La carsificazione

Scritto da Marisa Grande
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12
Mag
2009

Il territorio salentino è composto in parte da rocce soggette al carsismo, un fenomeno di dissoluzione del calcare dovuto all’azione chimica che esercitano le acque meteoriche sulle rocce carbonatiche, creando fenditure per un loro rapido assorbimento o cavità per la loro circolazione sotterranea.

La morfogenesi carsica salentina, pur non essendo di facile inquadramento cronologico, può essere suddivisa in quattro fasi.
- La prima carsificazione è riferibile all’età paleogenica, la fase iniziale dell’era Cenozoica o Terziaria, con inizio 65 milioni di anni fa, quando all’interno dello scenario dei sommovimenti che produssero anche l’orogenesi delle Alpi, emersero le potenti piattaforme carbonatiche del Salento che si erano formate nell’età triassico-cretacea, tra i 225 e i 65 milioni di anni fa.
Il fenomeno di tale carsificazione, definita di “tipo tropicale”, avvenne per la dissoluzione del calcare sugli altri agenti morfogenetici e interessò le rocce carbonatiche per lungo tempo durante il Terziario. Le rocce di questa prima fase hanno aspetti carso-tabulari, con spessore di poche centinaia di metri. Sono visibili solo sulle sommità di alcune serre (es: Monte Vergine) e rimandano  a un originario modellamento molto esteso, che all’epoca interessò i luoghi allora poco elevati di molte regioni dell’area che poi diventò mediterranea e che oggi appartengono all’Italia, alla Francia, alla Corsica, al Libano, all’Albania.
Nel tempo successivo, compreso tra l’Oligocene (37-26 milioni) e il Miocene (26-5,2 milioni), tale fenomeno carsico venne interrotto dalle trasgressioni marine che accompagnarono proprio la formazione del Mediterraneo.
- La seconda fase morfogenetica di tipo carsico si verificò nel Pliocene (5,2-3,1 milioni di anni fa), quando il paesaggio fu eroso in superficie. Di quello strato di età prevalentemente pliocenica, poi ricoperto dai sedimenti dei cicli successivi, restano le poche tracce localizzate nelle brecce e conglomerati che riempiono le cavità dei banchi di Pietra leccese formati nel Miocene in cicli compresi tra i 26 e i 5,2 milioni di anni fa.    
- La terza fase di carsificazione si verificò nell’era Quaternaria, quando, in un periodo compreso tra la fine del Pleistocene inferiore e la prima parte del Pleistocene medio, una distensione di origine tettonica orientata da NE a SW modificò l’assetto strutturale del Salento creando sistemi di faglie e fosse tettoniche. Un esteso processo di forme carsiche interessò tanto il sottosuolo, quanto la superficie emersa dell’epoca, che era ad un livello più basso dell’attuale.
- La quarta fase morfogenetica di tipo carsico si verificò alla fine del Pleistocene medio, quando tra le rocce porose del Pliocene superiore e l’inizio del Pleistocene, si formarono delle cavità verticali sub-cilindriche, denominate solution pipes. Queste sono nascoste (criptosoluzioni) sotto lo strato fossilizzato dei “Depositi marini terrazzati” formati con i sedimenti sabbioso-limosi accumulati a partire dalla fine del Pleistocene medio.  
Le formazioni carsiche “verticali nascoste” oggi sono rese visibili nei punti di abrasione e erosivi dello strato non calcareo e non carsificabile dei depositi superficiali nell’area adriatica e nelle aree interne, dove sono state messe in luce dai tagli a sezione verticale operati per formare trincee stradali o fronti di cava.   

 

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