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        Movimento culturale Synergetic Art fondato da Marisa Grande.

Movimento culturale aperto discussioni su arti visive, storia dell’arte, archeo-astronomia, simbologia, megalitismo, turismo culturale e religioso.

La sacralità delle grotte

Scritto da Marisa Grande
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18
Ago
2009

Le cavità della terra, secondo una tradizione di origine paleolitica, erano considerate sacre per un insieme di simbologie ispirate alla loro configurazione, formata da aggrovigliati meandri spesso attraversati da acque fluviali e lacustri. Si riteneva che i corsi d'acqua ipogei, circolanti nel sottosuolo carsico, rendessero fecondo il grembo della madre terra in analogia con il liquido amniotico presente nel grembo della gestante nello stadio intrauterino del nascituro.
In origine le grotte erano perciò dedicate alla dea madre astrale, connessa alle fasi della luna che ritmavano i cicli della gestazione della donna.

 

Ancora oggi inoltrarsi nei meandri interni della terra e seguire gli intricati percorsi dei cunicoli misteriosi equivale a ripercorrere un simbolico viaggio prenatale.
Proiettarsi nella dimensione del ritorno alle origini e poi cercare l'uscita verso l'esterno significa far emergere allo stato di coscienza il remoto, oramai rimosso dalla memoria di ogni essere umano, momento della propria nascita. L'iter corrisponde a un viaggio iniziatico che ha origini ancestrali, un rito di passaggio che l'uomo rivive ogni qual volta entra in una grotta, ripercorrendo a ritroso, in un processo catartico di rinnovamento e di rinascita rituale, il difficile percorso della propria esistenza terrena.
La Terra è l'unico pianeta del sistema solare adatto ad accogliere la vita, ma tutta l'intera manifestazione ha un'unica origine, appartenendo ad un universo creato da un unico “suono primordiale”, un “suono cosmico” che gli antichi sacerdoti dei popoli che eleggevano le grotte a santuari avevano ancora la facoltà sciamaniche per percepirlo come energia viva e presente e farne un  veicolo per la trasposizione mentale in altre dimensioni.
Attraverso il dinamico evolversi delle vibrazioni interne della Terra, trasmesse ed amplificate lungo i cunicoli delle grotte, essi riuscivano a “tastare il polso” dell'intero pianeta, trarne avvertimenti e moniti ed, eventualmente, intervenire con operazioni attivate per poter modulare e mantenere in forma equilibrata le forze agenti con violenza nelle particolari fasi di stato caotico e distruttivo. Luoghi privilegiati per l'ascolto delle sonorità della Terra, le grotte offrivano la loro “voce” -fatta di sequenze armoniche fondamentali e secondarie tratte dalle vibrazioni telluriche- alla interpretazione che figure sacerdotali e oracolari ne facevano, ai fini di orientare le genti alle pratiche di vita corrette, necessarie a conciliare le condizioni naturali del territorio con la sempre difficile sopravvivenza dell'essere umano. Quali “casse di risonanza delle armoniche terrestri”, le cavità comunicavano ad un udito appositamente educato l'imminenza di manifestazione di energia distruttiva di natura tettonica e sismica. Attraverso le vibrazioni elettromagnetiche, propagate all'interno delle grotte, particolari uomini dall'acuta sensibilità percettiva, quali i geomanti e i rabdomanti, potevano captare tanto gli stati di relativa calma, quanto quell'attività parossistica del sottosuolo che era foriera di fenomeni distruttivi, quali  terremoti e maremoti.
In qualità di luoghi di passaggio e di propagazione dei gas esalati dagli strati profondi del sottosuolo, le grotte propagavano odori che un olfatto sensibile sapeva distinguere ed interpretare, tanto come effetti di una stasi silente, quanto come cause di una ripresa attività delle faglie di contatto tra le rocce di diversa natura e di differente origine, sempre sottoposte alle dinamiche della deriva delle placche tettoniche che compongono la litosfera della Terra, ma più soggette allo slittamento ed allo scontro durante le fasi di surriscaldamento endogeno o esogeno del pianeta, in quanto il calore rende più viscida e scorrevole la sottostante astenosfera.
Genti vissute in diretto contatto con la natura, alla ricerca di una simbiosi con essa, dotate di facoltà percettive altamente raffinate, mettevano al servizio delle entità che ritenevano presiedessero ogni aspetto fenomenico della creazione le loro qualità di esseri umani integrati con le energie cosmiche, così che un loro intervento estemporaneo (musica, canto, danza, preghiera....) o una traccia stabile (incisioni e pitture sulle pareti delle grotte), vibrando in modo armonico, potessero influire positivamente sugli equilibri dinamici della Terra e del cosmo.

 

 

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