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        Movimento culturale Synergetic Art fondato da Marisa Grande.

Movimento culturale aperto discussioni su arti visive, storia dell’arte, archeo-astronomia, simbologia, megalitismo, turismo culturale e religioso.

La grande trottola

Scritto da Marisa Grande
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01
Giu
2010

Le dinamiche dell'eruzione vulcanica islandese

Tra i vulcani attualmente attivi nel mondo quello islandese, silente da 200 anni sotto il ghiacciaio Eyjafjalljokull, risvegliatosi nella notte tra il 20 e 21-03-2010 nell'isola corrispondente al terminale nord della Dorsale Atlantica, ha attirato su di sé l'attenzione dei media per aver provocato il blocco del traffico aereo. La spettacolare emissione esplosiva di una nube composta da gas e ceneri fini, con particelle di silicio e zolfo, ha raggiunto 12.000 metri di quota. Un disagio inaspettato, che ci dà la misura della vulnerabilità delle tecnologie odierne di fronte ad eventi naturali di tale portata.

Lo scenario nel quale rientrano sia la recente attività vulcanica, che quella sismica deriva dalla fase di intensa attività vibrazionale elettromagnetica che la Terra sta attraversando. Ciò dipende dalla accentuata inclinazione del suo asse, che provoca oscillazioni ampie ad “effetto trottola”. Il pianeta gira velocemente e si mantiene in posizione eretta quando il suo asse è perpendicolare al piano del proprio equatore. Se l'asse s'inclina il moto di rotazione rallenta, il suo andamento diviene oscillante e descrive analemmi, ossia traiettorie a forma di “8”, che raddoppiano l'arco della sua inclinazione.

Una oscillazione di circa 47° fa rallentare il moto di rotazione terrestre, che deve essere compensato da un maggior numero di giri del nucleo solido, il cui sforzo genera maggiore attrito alla base del mantello. Ciò modifica l'energia termica e chimica che regola i moti di convezione che fanno risalire in superficie i minerali fusi in forma di mulinelli di magma e instaura un circolo virtuoso, poiché più minerali fusi generano più calore e più elettricità. Il calore che si diffonde attraverso il mantello rende semifluida l'astenosfera, ossia lo strato su cui scorrono le placche della crosta terrestre, le quali, sollecitate dall'oscillazione dell'effetto trottola, scorrono più facilmente e si scontrano, provocando un gran numero di terremoti. Il materiale crostale che si frantuma negli scontri s'inabissa e raggiunge la base del mantello, dove fonde. In parte contribuisce ad aumentare il volume del nucleo, in parte risale invece con moto convettivo attraverso il mantello, fino a raggiungere i bacini dei vulcani, degli archi di fuoco e delle dorsali, incrementando la quantità dei loro magmi e favorendo le eruzioni vulcaniche. L'eccessivo calore interno espande la litosfera, facendo ampliare l'apertura delle faglie tettoniche e delle dorsali oceaniche, attraverso le quali fuoriescono i magmi accumulati nei bacini sottostanti, che creano nuova crosta terrestre e fanno espandere gli oceani. Il tutto coordinato come in un'orchestra, i cui ritmi stabiliscono tempi e luoghi interessati da un'attività vibrazionale modulata su base di armoniche elettromagnetiche di un pianeta che funziona come una “dinamo a disco” e che oscilla come “una trottola”.

 

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